PALIO

RITRATTO VII

RITRATTO VII

RITRATTO VI

RITRATTO VI

RITRATTO II

RITRATTO II

PALIO

PALIO

NO PANICO

NO PANICO

ARMATURA

ARMATURA

BALESTRA

BALESTRA

ISTRICE IN FESTA

ISTRICE IN FESTA


Una competizione di chiaro stampo medievale, che si svolge due volte all’anno. L’unicità e la spettacolarità rendono questo evento la manifestazione storica più importante d’Italia.

Il Palio, che si tiene ancora oggi in una continuità mai interrotta, ha origini antiche: alcuni regolamenti emanati nel 1644, anno della prima corsa con i cavalli, sono tuttora in vigore.

Il territorio della Città è diviso in diciassette Contrade i cui confini furono stabiliti nel 1729 dal Bando di Violante di Baviera, Governatrice della Città.
Intorno agli anni 2000 frequentavo con cadenza regolare la città di Siena. All’avvicinarsi dell’evento decisi di raccontare questa “cerimonia pagana” sentita e vissuta con enorme trasporto emotivo da tutta la comunità senese.
- Andrea Lunghi -


IMMAGINI DELL'EQUILIBRIO

PAPESSE

PAPESSE

NEL GIARDINO DI PEGGY

NEL GIARDINO DI PEGGY

LA SCALA DELLA NUOVA ERA

LA SCALA DELLA NUOVA ERA

DOLCE MAGGIO

DOLCE MAGGIO

COME NUOTARE NEL LIMBO

COME NUOTARE NEL LIMBO

APOLIDE

APOLIDE

AMNESIA

AMNESIA

USCITA DALLE MURA ( PASSAGGIO VERSO IL CIELO)

USCITA DALLE MURA ( PASSAGGIO VERSO IL CIELO)

PRIGIONE

PRIGIONE

PRECARIO

PRECARIO

PAUSA

PAUSA


Cerco una sorta di limbo temporale entro il quale l’immagine fermata assuma equilibrio statico, tentando nel contempo di stimolare nell’osservatore la sensazione di movimento armonico.
L’immagine dell’equilibrio è la ricerca di una sospensione temporale all’interno di un contenitore vivo e convulso quale la città.
Il tentativo del mio percorso è quello di proporre immagini capaci di creare, nella loro “staticità” temporale e materiale, percezioni motorie armoniche, ritmiche, fluide, immobili.
Così facendo svincolo l’oggetto-soggetto in elemento autonomo dotato di vita propria.
- Andrea Lunghi -

AUTOCTONO

COMPOSIZIONE  N1

COMPOSIZIONE N1

COMPOSIZIONE  N2

COMPOSIZIONE N2

COMPOSIZIONE  N3

COMPOSIZIONE N3

COMPOSIZIONE  N4

COMPOSIZIONE N4


Cerco un nuovo spazio sensoriale. Ho tre elementi a disposizione: il tempo, il luogo, l’individuo.
Lo spazio sensoriale è la dimensione entro la quale l’individuo esterna la propria interiorità, interagendo con i cinque sensi: la vista, il tatto, l’udito, l’olfatto, il gusto.
Il sesto elemento – il sesto senso – è dato dalla persona ovvero dal suo intelletto, dalla sua mente, componente capace di catalizzare questi stati trasformandoli in artificio sensoriale.
Lo spazio così concepito sarà riflesso unico di chi lo abita e contemporaneamente ponte virtuale fra artificio e natura.
Tempo: elemento entro il quale e nel quale l’individuo si muove, restituendo ad esso la storia del proprio sapere. Anche se il luogo è modesto il tempo ne dilata lo spazio.
Luogo: spazio unico e irripetibile dove l’artificio deve interagire, respirare, di una simbiosi unica e sensoriale.
Individuo: persona unica e preziosa, così come descritto nelle Sacre Scritture; è al centro dell’architettura e anello di congiunzione del sistema architettonico.
Evoluzione: passaggio graduale di un popolo a forme di cultura, di civiltà, di ingegno, di organizzazione sociale e di sviluppo sempre più progredite.
Autoctono: termine attribuito alle popolazioni che, stanziate da epoche remote in un determinato territorio, si ritenevano nate dalla terra stessa.
Da sempre l’uomo ha cercato di cogliere dalla terra tutto ciò che essa aveva di meglio da offrirgli, di conseguenza ha tentato di riversare su di essa la propria individualità, la propria interiorità, creando così un nuovo equilibrio unico e irripetibile.
Il nuovo equilibrio non è uno stato sensoriale permanente e costante: il nuovo equilibrio è dinamico.
E’ lo spazio sensoriale capace di mutare con il tempo.
E’ la matrice autoctona che facendo leva sul proprio bagaglio culturale, e servendosi del momento storico a lei contemporaneo, crea nuove alleanze fra natura e cultura, fra cultura e storia, tra tecnologia ed ambiente.
F.L.Wright sosteneva: “per l’architettura è giunta l’ora di riconoscere la sua natura, di comprendere che essa deriva dalla vita e ha per scopo la vita come oggi la viviamo, di essere quindi una cosa intensamente umana”.
Il territorio è stato tracciato da una architettura creativa e irripetibile che non ha “stile”, ma solo processi poetici generativi comuni.
Credo che l’architettura autoctona oggi non si debba rifare agli schemi preconcetti di un’attività passata. Credo che il nuovo equilibrio architettonico sia parte del luogo in cui è collocato: non è una struttura giustapposta al sito, è integrato nella natura.
La costruzione così diviene un organismo dove la parte sta al tutto, come il tutto sta alla parte, dove il dialogo fra aperto/coperto e aperto/scoperto è armonico, vitale.
Il nuovo spazio sensoriale “indigeno” è un tutt’uno con la natura circostante che rispetta così come rispetta la vita interiore ed arricchisce il Genius Loci.
Per questo il nuovo processo costruttivo è senza stile, perché è sempre dato da componenti uniche e variabili quali il tempo, il luogo e l’individuo.
- Andrea Lunghi -

LETTO IMPERIALE: EREMO 1814

Letto Imperiale_ Eremo 1814_ 20.10 p.m

Letto Imperiale_ Eremo 1814_ 20.10 p.m

Letto Imperiale_ Eremo 1814_ 21.21 p.m

Letto Imperiale_ Eremo 1814_ 21.21 p.m

Letto Imperiale_ Eremo 1814_ 23.15 p.m

Letto Imperiale_ Eremo 1814_ 23.15 p.m

Letto Imperiale_ Eremo 1814_ 01.23 a.m

Letto Imperiale_ Eremo 1814_ 01.23 a.m

Letto Imperiale_ Eremo 1814_ 02.45 a.m

Letto Imperiale_ Eremo 1814_ 02.45 a.m

Letto Imperiale_ Eremo 1814_ 04.18 a.m

Letto Imperiale_ Eremo 1814_ 04.18 a.m

Letto Imperiale_ Eremo 1814_ 05.01 a.m

Letto Imperiale_ Eremo 1814_ 05.01 a.m

Letto Imperiale_ Eremo 1814_ 05.15 a.m

Letto Imperiale_ Eremo 1814_ 05.15 a.m

Letto Imperiale_ Eremo 1814_ 05.30 a.m

Letto Imperiale_ Eremo 1814_ 05.30 a.m

Letto Imperiale_ Eremo 1814_ 05.55 a.m

Letto Imperiale_ Eremo 1814_ 05.55 a.m

Letto Imperiale_ Eremo 1814_ 06.10 a.m

Letto Imperiale_ Eremo 1814_ 06.10 a.m


“La strada è pessima, l’Eremo è fatiscente e l’eremita puzza” – Napoleone Bonaparte (1814)
Questo il commento dell’Imperatore, al rientro a Portoferraio, dopo aver passato poche ore all’Eremo di Santa Caterina. Nell’estate del 1814, a pochi giorni dal suo sbarco, l’Imperatore ebbe modo di soggiornare per qualche ora nelle spoglie e modeste stanze del monastero del versante orientale dell’Isola.
La serie fotografica – scattata in sessione unica dal tramonto all’alba nell’agosto del 2009 – è incentrata sul flusso di coscienza dell’Imperatore: una libera rappresentazione tra la percezione reale delle cose e la rielaborazione mentale. Un “dipinto” del monologo interiore del Sovrano. Questo lavoro, dal titolo “Letto Imperiale: Eremo 1814”, è una narrazione in terza persona che racconta la visita dell’Imperatore in questo luogo di preghiera e meditazione.
L’immagine è fissa sul letto e racconta l’evoluzione dello stesso; la luce è naturale e mutevole, dal tramonto all’alba.
Il letto si muove insieme all’insonnia e all’inquietudine di Bonaparte.
- Andrea Lunghi -